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Segnatevi la data: l’8 settembre Honeycomb: The World Beyond sbarca su PS5, Xbox Series e PC, e promette di essere uno dei survival sandbox più originali dell’anno grazie a un’idea tanto semplice quanto folle, ovvero creare vita per salvare la vita.
Cosa sappiamo del lancio
La data è ufficiale e riguarda tutte e tre le piattaforme contemporaneamente, quindi niente attese infinite per chi gioca su console rispetto a chi preferisce il PC. Il gioco ci porta su un pianeta alieno che dovremo esplorare da zero, mentre costruiamo una base che funge da avamposto operativo e da centro nevralgico per tutte le attività di sopravvivenza. Fin qui, lo scheletro è quello classico del genere survival, terreno sconosciuto, risorse da raccogliere, una struttura da difendere e ampliare.
Perché la bioingegneria cambia le carte in tavola
La vera particolarità di Honeycomb: The World Beyond è la possibilità di creare nuove forme di vita attraverso la bioingegneria, un elemento che lo distacca parecchio dai soliti cloni di survival che si limitano a craftare asce e ripari. Qui l’obiettivo dichiarato è salvare l’ecosistema terrestre, il che suggerisce un impianto narrativo più ambizioso, non si tratta solo di sopravvivere per sopravvivere, ma di intervenire attivamente sulla biologia del pianeta alieno per trovare una soluzione a un problema che riguarda la Terra. È un angolo che ricorda vagamente certi giochi gestionali-scientifici, ma applicato a un contesto action-survival open world, e se gli sviluppatori riusciranno a renderlo davvero interattivo (non solo un menu di crafting travestito) potrebbe diventare il vero elemento distintivo del titolo.
Cosa aspettarsi al day one
Con il lancio ormai a un mese di distanza, è lecito aspettarsi nelle prossime settimane trailer più corposi, magari qualche gameplay esteso che mostri nel dettaglio come funziona il sistema di creazione delle creature e quanto sia profonda la componente survival classica (fame, risorse, crafting, minacce ambientali). Al momento le informazioni ufficiali restano abbastanza generali, quindi la vera prova del nove sarà capire se la bioingegneria è un sistema di gioco articolato o solo una cornice tematica sopra una struttura survival già vista altrove.
Detto questo, l’idea ha del potenziale: il genere survival sandbox è ormai saturo di titoli che si assomigliano tutti, e un gancio narrativo-meccanico come “crea vita per salvare la vita” è abbastanza fresco da far drizzare le antenne. Vedremo l’8 settembre se Honeycomb: The World Beyond mantiene quello che promette.
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